L'imposta di soggiorno è un tributo comunale sui pernottamenti: la paga l'ospite, ma è l'host a riscuoterla e a riversarla al Comune, con una dichiarazione periodica. Importo per persona a notte, tetto di notti ed esenzioni non sono uguali ovunque: li decide ogni singolo Comune. Verifica sempre il regolamento del Comune dove si trova l'immobile.
Cos'è l'imposta di soggiorno
L'imposta di soggiorno (o tassa di soggiorno) è un tributo comunale che si applica ai pernottamenti negli alloggi turistici, affitti brevi compresi. Non la stabilisce lo Stato in modo uniforme: la istituisce e la regola ogni singolo Comune.
Questo è il filo conduttore di tutto l'articolo. Importo, durata massima tassata ed esenzioni non sono uguali in tutta Italia: cambiano da Comune a Comune e vanno letti nel regolamento locale. Per questo qui trovi il metodo, non le cifre.
Chi la paga e chi la versa al Comune
La paga l'ospite: è lui il soggetto su cui grava il tributo, in base alle notti di soggiorno. Ma non la versa direttamente al Comune.
A riscuoterla e a riversarla è l'host, o il gestore che opera per suo conto. In pratica l'host incassa l'importo dall'ospite, lo mette da parte e lo gira al Comune con una dichiarazione periodica. La responsabilità del versamento resta in capo all'host.
Non lo è. Se l'importo non arriva al Comune, il problema resta dell'host. Per gli immobili che gestiamo ci occupiamo noi della riscossione e dei versamenti periodici.
- L'ospite: paga l'imposta in base alle notti di soggiorno
- L'host: riscuote l'importo, lo versa al Comune e presenta la dichiarazione
- Il property manager: può gestire riscossione e versamenti per conto del proprietario
- Il Comune: definisce importo, esenzioni, tetto di notti e regole di versamento
Nella nostra esperienza è l'adempimento più sottovalutato dai proprietari: l'ospite l'ha già pagata, quindi la pratica sembra chiusa.
Come si calcola: cosa cambia da Comune a Comune
L'importo si calcola in genere per persona e per notte, spesso con un tetto massimo di notti oltre il quale non si paga più. Ma quanto, per quante notti e con quali eccezioni lo decide il singolo Comune.
Per questo qui non trovi numeri: sarebbero sbagliati per la maggior parte dei lettori. Trovi invece le voci da controllare nel regolamento del tuo Comune, prima della prima prenotazione.
| Voce che cambia da Comune a Comune | Cosa verificare nel regolamento locale |
|---|---|
| Importo per persona a notte | Quanto si applica e se varia per tipo o categoria di alloggio |
| Tetto massimo di notti tassate | Dopo quante notti consecutive l'imposta non si applica più |
| Esenzioni | Le categorie che non pagano (es. minori entro una certa età e altri casi) |
| Periodicità di dichiarazione e versamento | Ogni quanto dichiarare e versare gli importi al Comune |
| Modalità di versamento | Il canale e i riferimenti indicati dal Comune |
Quando e come si versa al Comune
L'host versa quanto riscosso e presenta una dichiarazione periodica con il numero di pernottamenti e gli importi incassati. Scadenze, modulistica e canale di pagamento dipendono dal Comune.
Il flusso, in sintesi, è sempre lo stesso, anche se i dettagli locali cambiano:
- Leggi il regolamento dell'imposta sul sito del Comune dove si trova l'immobile
- Comunica all'ospite l'importo dovuto e riscuotilo, di norma al check-in o in fase di prenotazione
- Metti da parte le somme incassate: non sono tue, sono destinate al Comune
- Versa al Comune secondo la periodicità prevista dal regolamento
- Presenta la dichiarazione periodica dei pernottamenti e degli importi
Le esenzioni: dipendono dal Comune
Quasi tutti i regolamenti prevedono delle esenzioni, ma chi ne ha diritto cambia da Comune a Comune. La categoria più ricorrente riguarda i minori entro una certa età: non è però una regola nazionale, e l'età limite varia.
Altri casi di esenzione o riduzione dipendono dal singolo regolamento. L'unico modo per esserne certi è leggere il regolamento del Comune: non dare per scontato che valga ciò che hai visto in un'altra città.
- Minori entro l'età stabilita dal singolo Comune
- Altre categorie eventualmente previste dal regolamento locale
- Possibili riduzioni legate al tetto di notti tassate
Non confonderla con CIN e Alloggiati Web
L'imposta di soggiorno viene spesso confusa con altri due obblighi degli affitti brevi. Sono cose diverse, con finalità diverse, e vanno rispettate separatamente.
Il CIN identifica l'immobile e va esposto negli annunci. La comunicazione ad Alloggiati Web serve a trasmettere i dati degli ospiti alla Questura. L'imposta di soggiorno, invece, è un tributo: si riscuote dall'ospite e si versa al Comune. Tre adempimenti distinti, che non si sostituiscono a vicenda.
Cosa succede se non la versi
Il rischio è concreto e ricade sull'host, non sull'ospite. Se gli importi riscossi non arrivano al Comune, o se manca la dichiarazione periodica, scattano le sanzioni previste dal regolamento e dalle norme locali.
C'è anche un aspetto delicato da non sottovalutare: l'host incassa dall'ospite somme che sono destinate al Comune. Trattenerle o non versarle non è solo una sanzione amministrativa da mettere in conto, è denaro di terzi. Conviene impostare bene riscossione, registro dei pernottamenti e versamenti fin dalla prima prenotazione: la dichiarazione periodica diventa quasi automatica.
Contenuto informativo, aggiornato alla data di pubblicazione: non sostituisce una consulenza professionale. Per il tuo caso specifico, verifica con un professionista o contattaci.
Fonti
- Regolamento dell'imposta di soggiorno — Comune di riferimento
- Delibera comunale con importi, esenzioni e scadenze — Comune di riferimento
Domande frequenti
Chi paga l'imposta di soggiorno, l'ospite o l'host?
La paga l'ospite, in base alle notti di soggiorno. L'host però la riscuote e la versa al Comune, presentando la dichiarazione periodica. La responsabilità del versamento è dell'host: se l'ospite l'ha pagata ma la somma non arriva al Comune, il problema resta suo.
Quanto costa l'imposta di soggiorno?
Dipende dal Comune. L'importo è di norma per persona a notte, spesso con un tetto massimo di notti, ma quanto si paga lo decide ogni singolo Comune. Non esiste una cifra valida per tutta Italia: verifica il regolamento del Comune dove si trova l'immobile.
L'imposta di soggiorno è uguale in tutta Italia?
No. È un tributo comunale: importo, tetto di notti ed esenzioni cambiano da Comune a Comune. Anche due città vicine possono avere regole molto diverse. Per questo va sempre controllato il regolamento locale, non quello di un'altra città.
Devo farla pagare anche per i soggiorni lunghi?
Molti Comuni prevedono un tetto massimo di notti oltre il quale l'imposta non si applica più: dopo quel limite le notti aggiuntive non si tassano. Il numero di notti però varia da Comune a Comune: verificalo nel regolamento locale.
L'imposta di soggiorno è la stessa cosa del CIN?
No. Il CIN identifica l'immobile e va esposto negli annunci; Alloggiati Web serve a comunicare gli ospiti alla Questura. L'imposta di soggiorno è invece un tributo che si versa al Comune. Sono tre obblighi distinti e vanno rispettati separatamente.
Cosa rischio se non verso l'imposta di soggiorno?
Le sanzioni previste dal Comune, che ricadono sull'host. Ricorda che gli importi riscossi dall'ospite sono destinati al Comune: non versarli espone a contestazioni. Meglio impostare riscossione e versamenti fin dalla prima prenotazione e verificare le scadenze nel regolamento locale.